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06.06.2016

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Valutazione del c.d. "co-marketing" nell'aggiudicazione di un appalto: illegittima

04.04.2013

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha ritenuto illegittimo aggiudicare un appalto valutando, nell’ambito delle offerte tecnico-ecomoniche, anche il c.d. "co-marketing" in quanto considerato elemento estraneo all’oggetto dell’appalto.

Il caso di specie riguardava un appalto di lavori di riqualificazione urbana ove si prevedeva – per l’aggiudicazione – l’attribuzione di un punteggio all’offerta in aumento sull’importo da versare al Comune per installare spazi pubblicitari per la promozione delle opere oggetto dell’appalto.

La stazione appaltante aveva addirittura attributo alla voce “co-marketing” un punteggio più alto (20/100) rispetto a quello previsto per il ribasso sul prezzo posto a base di gara (15/100). 

Di fronte a tale anomalia, l’Autority ha ritenuto inammissibile questo elemento di valutazione precisando che “non è dato evincere alcuna specifica attinenza tra il criterio in esame e le caratteristiche dell’appalto”; in più “la semplice ricorrenza del profilo di interesse pubblico, espressamente riconnesso al valore culturale degli spazi interessati dai lavori, non è tale da giustificare l’inserimento del contestato criterio di valutazione dell’offerta appunto perché non attinente alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche dell’appalto, volto alla riqualificazione dell’area attraverso l’esecuzione di un complessivo intervento di trasformazione, al fine di migliorarne la fruibilità, che non comprende anche la sua valorizzazione pubblicitaria e commerciale”.

 

E' legittimo stabilire che il maggior ricorso all’affidamento in gara costituisce indice di

03.04.2013

La Corte Costituzionale - con sentenza del 13 marzo 2013 n. 46 - ha dichiarato costituzionalmente legittimo il decreto-legge 1/2012, convertito dalla L. 27/2012, nella parte in cui prevede l’obbligo di adottare la procedura ad evidenza pubblica, anziché con quella in “house”, per l’affidamento dei servizi pubblici locali.

 

La Corte, nel confermare la legittimità delle norme statali impugnate dalla Regione Veneto ha osservato che “l’intervento normativo statale si prefigge la finalità di operare, attraverso la tutela della concorrenza (liberalizzazione), un contenimento della spesa pubblica”.

 

Infatti, il meccanismo delle gare ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi pubblici locali dovrebbe, da un lato, comportare un risparmio dei costi, dall’altro, una maggiore efficienza nella gestione dei servizi.

 

 

 

CIRCOLARE 12.11.2012 - SULL'ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONE DELLA OBBLIGATORIETA' DELLA MEDIAZIONE

14.11.2012

CIRCOLARE del 12 novembre 2012

Dipartimento per gli Affari di Giustizia
Direzione generale della giustizia civile
 

Con il comunicato del 24 ottobre 2012 l’ufficio stampa della Corte costituzionale ha reso noto che è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs.4 marzo 2010 n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

Preme precisare che chiare e puntuali indicazioni circa le ricadute degli effetti della suddetta pronuncia nell’ambito riconducibile ai compiti di vigilanza di questa direzione generale non potranno non essere date che a seguito della lettura della motivazione.
La ricezione, peraltro, del comunicato di cui sopra induce sin da ora a precisare che ai sensi dell’art.136 della Costituzione e dell’art. 30 della legge 11 marzo 1953 n. 87, gli effetti della deliberazione di accoglimento decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione del dispositivo della decisione.

Due specifiche indicazioni, peraltro, possono allo stato essere date in questo contesto:

  1. gli interessati alla iscrizione di un nuovo organismo di mediazione nel registro degli organismi tenuto da questa direzione generale, dovranno tenere presenti i futuri effetti che la suddetta pronuncia potrebbe produrre sulle previsioni del d.m.180/2010 che verranno ad essere direttamente interessate, e segnatamente:
    • art.7 , comma 5 lett.d);
    • art.16, comma 4 lett. d);
    • art. 16, comma 9, ultimo periodo.
       
  2. per i procedimenti di mediazione obbligatoria già attivati nonché per le eventuali nuove istanze rientranti comunque nell’ambito della previsione di cui all’art.5 del d.lgs. 28/2010 che dovessero essere presentate prima della pubblicazione della decisione della Corte, l’organismo di mediazione è tenuto ad uno specifico obbligo di informazione della parte istante (nonché della parte eventualmente comparsa) del venire meno, dal momento della pubblicazione della decisione della Corte costituzionale sulla Gazzetta ufficiale, dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione.

Roma, 12 novembre 2012

Il direttore generale
Maria Teresa Saragnano


 

 

Nuovi compensi forensi-TABELLE

13.11.2012

 

Allegato 1)

Tabella A - Avvocati

(Attività giudiziale civile, amministrativa e tributaria)


TRIBUNALE ORDINARIO E ORGANO DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA DI PRIMO GRADO

Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed euro 50.000

Fase di studio:

  • valore medio di liquidazione euro 1.200;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva:

  • valore medio di liquidazione euro 600;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria

  • valore medio di liquidazione euro 1.200;
  • aumento: fino a +150%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 1.500;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva

a) mobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 800;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 1.800;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Scaglione fino a euro 25.000

Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 550;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione euro 300;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria

  • valore medio di liquidazione euro 550;
  • aumento: fino a +150%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 700;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 400;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 900;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000

Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 1.900;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione euro 1.000
  • aumento: fino a +60%
  • diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria

  • valore medio di liquidazione euro 2.000;
  • aumento: fino a +150%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 2.600;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva:

a) mobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 1.300;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 2.900;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

 Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000

Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 3.250;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva:

  • valore medio di liquidazione euro 1.650;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria:

  • valore medio di liquidazione euro 3.250;
  • aumento: fino a +130%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria:

  • valore medio di liquidazione euro 4.050;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%


Fase esecutiva:

a) mobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 2.100;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare:

  • valore medio di liquidazione euro 4.800;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

 Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000


Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 5.400;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione euro 2.700;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria

  • valore medio di liquidazione euro 5.400;
  • aumento: fino a +100%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 6.750;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase esecutiva

a) mobiliare

  • valore medio di liquidazione euro 3.600;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

b) immobiliare

  • valore medio di liquidazione euro 8.100;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50% 

Scaglione di valore indeterminato o indeterminabile

  • Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello scaglione di riferimento, aumentato fino al 150% ovvero diminuito fino al 50%


GIUDICE DI PACE

Scaglione fino a euro 5.000

Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 300;
  • aumento: fino a +50%;
  • diminuzione: fino a -60%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione euro 150;
  • aumento: fino a +50%;
  • diminuzione: fino a -60%

Fase istruttoria

  • valore medio di liquidazione euro 300;
  • aumento: fino a +100%;
  • diminuzione: fino a -80%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 400;
  • aumento: fino a +30%;
  • diminuzione: fino a -70%

Scaglione da euro 5.001

  • Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello scaglione previsto per il tribunale, diminuito del 40%


CORTE DI APPELLO, ORGANI DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA DI SECONDO GRADO, ORGANI DI GIUSTIZIA
AMMINISTRATIVA E CONTABILE DI PRIMO GRADO

  • Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello scaglione previsto per il tribunale, aumentato del 20%


SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE, MAGISTRATURE SUPERIORI, COMPRESO IL TRIBUNALE DI PRIMA ISTANZA DELL’UNIONE EUROPEA

Scaglione di riferimento:
valore della causa tra euro 25.001 ed euro 50.000

Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 1.600;
  • aumento: fino a +70%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione euro 1.000;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 1.900;
  • aumento: fino a +70%;
  • diminuzione: fino a -50%

 Scaglione fino a euro 25.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: -55% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

 Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: +65% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

 Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: +170% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

 Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: +350% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

 CORTE COSTITUZIONALE, E ALTRI ORGANI DI GIUSTIZIA SOVRANAZIONALI

Scaglione di riferimento:
valore della causa tra euro 25.001 ed euro 50.000

Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 1.700;
  • aumento: fino a +70%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione euro 1.100;
  • aumento: fino a +60%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 2.000;
  • aumento: fino a +70%;
  • diminuzione: fino a -50%

 Scaglione fino a euro 25.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: -55% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: +65% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

 Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: +170% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

 Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000

  • Variazione del valore medio di liquidazione: +350% rispetto allo scaglione di riferimento;
  • stesse variazioni percentuali in aumento o diminuzione

PROCEDIMENTO PER INGIUNZIONE

  • Scaglione fino a euro 5.000: da 50 a 700 euro
  • Scaglione da euro 5.001 a euro 500.000: da 400 a 2.000 euro
  • Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000: da 1.000 a 2.500 euro

 PRECETTO

  • Scaglione da euro 0 a euro 5.000: da 20 a 100 euro
  • Scaglione da euro 5.001 a euro 500.000: da 150 a 350 euro
  • Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000: da 400 a 600 euro
  • Scaglione oltre euro 1.500.000: da 700 a 900

 PROCEDIMENTO DI ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI E PER CONSEGNA O RILASCIO

  • Diminuzione del 10% del valore medio di liquidazione relativo ai procedimenti esecutivi mobiliari, con i medesimi aumenti e diminuzioni


AFFARI TAVOLARI

  • Diminuzione del 20% del valore medio di liquidazione relativo ai procedimenti esecutivi mobiliari, con i medesimi aumenti e diminuzioni

 

Tabella B - Avvocati

Attività giudiziale penale

 

TRIBUNALE MONOCRATICO E MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA


Fase di studio

  • valore medio di liquidazione euro 300;
  • aumento:  fino a +300%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase introduttiva

  • valore medio di liquidazione  euro  600; 
  • aumento: fino a +50%;
  • diminuzione: fino a -50%

Fase istruttoria

  • valore medio di  liquidazione  euro  900; 
  • aumento: fino a +100%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase decisoria

  • valore medio di liquidazione euro 900;
  • aumento:  fino a +50%;
  • diminuzione: fino a -70%

Fase esecutiva

  • euro 20 per ogni ora o frazione di ora, con aumento o diminuzione del 50%.  

GIUDICE DI PACE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, diminuito del 20%
 
GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI O DELL'UDIENZA PRELIMINARE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, aumentato del 20%
 
TRIBUNALE COLLEGIALE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, aumentato del 30%
 
CORTE D'ASSISE

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, aumentato del 150%
 
CORTE D'APPELLO E TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, aumentato del 60%
 
CORTE D'ASSISE D'APPELLO

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, aumentato del 160%
 
MAGISTRATURE SUPERIORI

Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il tribunale monocratico, aumentato del 220%

 

 

Nuovi compensi forensi- REGOLAMENTO

13.11.2012

D.M. 140/2012

Capo II
Disposizioni concernenti gli avvocati


Art. 2
Tipologia di attivita'

1. Le prestazioni professionali forensi sono distinte in attivita' stragiudiziale e attivita' giudiziale. Le attivita' giudiziali sono distinte in attivita' penale e attivita' civile, amministrativa e tributaria.


Art. 3
Attivita' stragiudiziale

1. L'attivita' stragiudiziale e' liquidata tenendo conto del valore e della natura dell'affare, del numero e dell'importanza delle questioni trattate, del pregio dell'opera prestata, dei risultati e dei vantaggi, anche non economici, conseguiti dal cliente, dell'eventuale urgenza della prestazione.

2. Si tiene altresi' conto delle ore complessive impiegate per la prestazione, valutate anche secondo il valore di mercato attribuito alle stesse. 3. Quando l'affare si conclude con una conciliazione, il compenso e' aumentato fino al 40 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile a norma dei commi che precedono.

Art. 4
Attivita' giudiziale civile, amministrativa e tributaria

1. L'attivita' giudiziale civile, amministrativa e tributaria e' distinta nelle seguenti fasi: fase di studio della controversia; fase di introduzione del procedimento; fase istruttoria; fase decisoria;
fase esecutiva.

2. Nella liquidazione il giudice deve tenere conto del valore e della natura e complessita' della controversia, del numero e dell'importanza e complessita' delle questioni trattate, con valutazione complessiva anche a seguito di riunione delle cause, dell'eventuale urgenza della prestazione.

3. Si tiene altresi' conto del pregio dell'opera prestata, dei risultati del giudizio e dei vantaggi, anche non patrimoniali, conseguiti dal cliente.

4. Qualora l'avvocato difenda piu' persone con la stessa posizione processuale il compenso unico puo' essere aumentato fino al doppio.
Lo stesso parametro di liquidazione si applica quando l'avvocato difende una parte contro piu' parti. Nel caso di controversie a norma dell'articolo 140-bis del decreto legislativo 6 settembre 2005 n.
206, il compenso puo' essere aumentato fino al triplo, rispetto a quello liquidabile a norma dell'articolo 11.

5. Quando il procedimento si conclude con una conciliazione il compenso e' aumentato fino al 25 per cento rispetto a quello liquidabile a norma dell'articolo 11.

6. Costituisce elemento di valutazione negativa, in sede di liquidazione giudiziale del compenso, l'adozione di condotte abusive tali da ostacolare la definizione dei procedimenti in tempi ragionevoli.

                                                                                                         Art. 5
                                                                       Determinazione del valore della controversia

1. Ai fini della liquidazione del compenso, il valore della controversia e' determinato a norma del codice di procedura civile avendo riguardo, nei giudizi per azioni surrogatorie e revocatorie, all'entita' economica della ragione di credito alla cui tutela l'azione e' diretta, nei giudizi di divisione, alla quota o ai supplementi di quota in contestazione, e nei giudizi per pagamento di somme, anche a titolo di danno, alla somma attribuita alla parte vincitrice e non alla somma domandata. In ogni caso si ha riguardo al valore effettivo della controversia, anche in relazione agli interessi perseguiti dalle parti, quando risulti manifestamente diverso da quello presunto a norma del codice di procedura civile o alla legislazione speciale.

2. Nelle cause davanti agli organi di giustizia amministrativa il valore della causa e' determinato a norma del comma 1 quando l'oggetto della controversia o la natura del rapporto sostanziale dedotto in giudizio o comunque correlato al provvedimento impugnato ne consentono l'applicazione. Quando cio' non e' possibile, va tenuto conto dell'interesse sostanziale tutelato. 3. Per le controversie di valore indeterminato o indeterminabile si tiene particolare conto dell'oggetto e della complessita' della stessa.



Art. 6
Procedimenti arbitrali

1. Per i procedimenti davanti agli arbitri, nel caso di arbitrato rituale, e' dovuto il compenso stabilito per le controversie davanti ai giudici competenti a conoscere sulle stesse.

2. In ogni altro caso di arbitrato o fattispecie analoga, per la liquidazione dei compensi si applicano i parametri previsti per l'attivita' stragiudiziale.

                                                                                                  Art. 7
                                                         Procedimenti cautelari o speciali o non contenziosi

1. Fermo quanto specificatamente disposto dalla tabella A - Avvocati, nei procedimenti cautelari ovvero speciali ovvero non contenziosi anche quando in camera di consiglio o davanti al giudice tutelare, il compenso viene liquidato per analogia ai parametri previsti per gli altri procedimenti, ferme le regole e i criteri generali di cui agli articoli 1 e 4.



Art. 8
Cause di lavoro

1. Nelle controversie di lavoro il cui valore non supera 1.000 euro, il compenso e' ridotto di regola fino alla meta'.



Art. 9
Cause per l'indennizzo da irragionevole durata del processo e gratuito patrocinio

1. Nelle controversie per l'indennizzo da irragionevole durata del processo, il compenso puo' essere ridotto fino alla meta'. Per le liquidazioni delle prestazioni svolte a favore di soggetti in gratuito patrocinio, e per quelle a esse equiparate dal testo unico delle spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115, si tiene specifico conto della concreta incidenza degli atti assunti rispetto alla posizione processuale della persona difesa, e gli importi sono di regola ridotti della meta' anche in materia penale.


Art. 10
Responsabilita' processuale aggravata e pronunce in rito

1. Nel caso di responsabilita' processuale ai sensi dell'articolo 96 del codice di procedura civile, ovvero, comunque, nei casi d'inammissibilita' o improponibilita' o improcedibilita' della domanda, il compenso dovuto all'avvocato del soccombente e' ridotto, di regola, del 50 per cento rispetto a quello liquidabile a norma dell'articolo 11.

 

Art. 11
Determinazione del compenso per l'attivita' giudiziale civile, amministrativa e tributaria

1. I parametri specifici per la determinazione del compenso sono, di regola, quelli di cui alla tabella A - Avvocati, allegata al presente decreto. Il giudice puo' sempre diminuire o aumentare ulteriormente il compenso in considerazione delle circostanze concrete, ferma l'applicazione delle regole e dei criteri generali di cui agli articoli 1 e 4.

2. Il compenso e' liquidato per fasi.

3. Nella fase di studio della controversia sono compresi, a titolo di esempio: l'esame e lo studio degli atti a seguito della consultazione con il cliente, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei documenti e la conseguente relazione o parere, scritti oppure orali, al cliente, precedenti la costituzione in giudizio.

4. Nella fase introduttiva del procedimento sono compresi, a titolo di esempio: gli atti introduttivi del giudizio e di costituzione in giudizio, e il relativo esame incluso quello degli allegati, quali ricorsi, controricorsi, citazioni, comparse, chiamate di terzo ed esame delle relative autorizzazioni giudiziali, l'esame di provvedimenti giudiziali di fissazione della prima udienza, memorie iniziali, interventi, istanze, impugnazioni, le relative notificazioni, l'esame delle corrispondenti relate, l'iscrizione a ruolo, il versamento del contributo unificato, le rinnovazioni o riassunzioni della domanda, le autentiche di firma o l'esame della procura notarile, la formazione del fascicolo e della posizione della pratica in studio, le ulteriori consultazioni con il cliente.

5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo di esempio: le richieste di prova, le memorie di precisazione o integrazione delle domande o dei motivi d'impugnazione, eccezioni e conclusioni, ovvero meramente illustrative, l'esame degli scritti o documenti delle altre parti o dei provvedimenti giudiziali pronunciati nel corso e in funzione dell'istruzione, gli adempimenti o le prestazioni comunque connesse ai suddetti provvedimenti giudiziali, le partecipazioni e assistenze relative ad attivita' istruttorie, gli atti comunque necessari per la formazione della prova o del mezzo istruttorio anche quando disposto d'ufficio, la designazione di consulenti di parte, l'esame delle corrispondenti attivita' e designazioni delle altre parti, l'esame delle deduzioni dei consulenti d'ufficio o delle altre parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel corso del giudizio compresi quelli al contumace, le relative richieste di copie al cancelliere, le istanze al giudice in qualsiasi forma, le dichiarazioni rese nei casi previsti dalla legge, le deduzioni a verbale, le intimazioni dei testimoni, comprese le notificazioni e l'esame delle relative relate, gli atti comunque incidentali comprese le querele di falso e quelli inerenti alla verificazione delle scritture private. Al fine di valutare il grado di complessita' della fase rilevano, in particolare, le plurime memorie per parte, necessarie o autorizzate dal giudice, comunque denominate ma non meramente illustrative, ovvero le plurime richieste istruttorie ammesse per ciascuna parte e le plurime prove assunte per ciascuna parte. La fase rileva ai fini della liquidazione del compenso quando effettivamente svolta.

6. Nella fase decisoria sono compresi, a titolo di esempio: le precisazioni delle conclusioni e l'esame di quelle delle altre parti, le memorie, illustrative o conclusionali anche in replica, compreso il loro deposito ed esame, la discussione orale, sia in camera di consiglio che in udienza pubblica, le note illustrative accessorie a quest'ultima, la redazione e il deposito delle note spese, l'esame e la registrazione o pubblicazione del provvedimento conclusivo del giudizio, comprese le richieste di copie al cancelliere, il ritiro del fascicolo, l'iscrizione di ipoteca giudiziale del provvedimento conclusivo stesso.

7. Nella fase esecutiva, fermo quanto previsto nella richiamata tabella A - Avvocati, per l'atto di precetto, sono ricompresi, a titolo di esempio: la disamina del titolo esecutivo, la notificazione dello stesso unitamente al precetto, l'esame delle relative relate, il pignoramento e l'esame del relativo verbale, le iscrizioni, trascrizioni e annotazioni, gli atti d'intervento, le ispezioni ipotecarie, catastali, l'esame dei relativi atti, le assistenze all'udienza o agli atti esecutivi di qualsiasi tipo.

8. Il compenso, ai sensi dell'articolo 1 comma 3, comprende ogni attivita' accessoria, quali, a titolo di esempio, gli accessi agli uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche telefonica o telematica o collegiale con il cliente, le attivita' connesse a oneri amministrativi o fiscali, le sessioni per rapporti con colleghi, ausiliari, consulenti, magistrati.

9. Per le controversie il cui valore supera euro 1.500.000,00 il giudice, tenuto conto dei valori di liquidazione riferiti di regola allo scaglione precedente, liquida il compenso applicando i parametri di cui all'articolo 4, commi da 2 a 5. I parametri indicati nel periodo precedente si applicano anche ai procedimenti per ingiunzione.

10. Per le procedure concorsuali si applicano per analogia i parametri previsti per la fase esecutiva relativa a beni immobili.



Art. 12
Attivita' giudiziale penale

1. L'attivita' giudiziale penale e' distinta nelle seguenti fasi:
fase di studio; fase di introduzione del procedimento; fase istruttoria procedimentale o processuale; fase decisoria; fase esecutiva. Se il procedimento o il processo non vengono portati a termine per qualsiasi motivo ovvero sopravvengono cause estintive del reato, l'avvocato ha diritto al compenso per l'opera effettivamente svolta.

2. Nella liquidazione il giudice deve tenere conto della natura, complessita' e gravita' del procedimento o del processo, delle contestazioni e delle imputazioni, del pregio dell'opera prestata, del numero e dell'importanza delle questioni trattate, anche a seguito di riunione dei procedimenti o dei processi, dell'eventuale urgenza della prestazione. Ai fini di quanto disposto nel periodo che precede, si tiene conto di tutte le particolari circostanze del caso, quali, a titolo di esempio, il numero dei documenti da esaminare, l'emissione di ordinanze di applicazione di misure cautelari, l'entita' economica e l'importanza degli interessi coinvolti, la costituzione di parte civile, la continuita', la frequenza, l'orario e i trasferimenti conseguenti all'assistenza prestata.

3. Si tiene altresi' conto dei risultati del giudizio e dei vantaggi, anche civili e non patrimoniali, conseguiti dal cliente.

4. Qualora l'avvocato difenda piu' persone con la stessa posizione processuale il compenso unico puo' essere aumentato fino al doppio.
Lo stesso parametro di liquidazione si applica, in caso di costituzione di parte civile, quando l'avvocato difende una parte contro piu' parti.

5. Per l'assistenza d'ufficio a minori il compenso puo' essere diminuito fino alla meta'.

6. Costituisce elemento di valutazione negativa in sede di liquidazione giudiziale del compenso l'adozione di condotte dilatorie tali da ostacolare la definizione del procedimento in tempi ragionevoli.

7. Si applica l'articolo 9, comma 1, secondo periodo.

                                                                                                   Art. 13
                                                                                               Parte civile

1. I parametri previsti per l'attivita' giudiziale penale operano anche nei riguardi della parte e del responsabile civile costituiti in giudizio, ma per quanto non rientri nelle fasi penali, operano i parametri previsti per l'attivita' giudiziale civile.

                                                                                                   Art. 14
                                                   Determinazione del compenso per l'attivita' giudiziale penale

1. I parametri specifici per la determinazione del compenso sono, di regola, quelli di cui alla tabella B - Avvocati, allegata al presente decreto. Il giudice puo' sempre diminuire o aumentare ulteriormente il compenso in considerazione delle circostanze concrete, ferma l'applicazione delle regole e dei criteri generali di cui agli articoli 1 e 12.

2. Il compenso e' liquidato per fasi.

3. Nella fase di studio sono compresi, a titolo di esempio: l'esame e lo studio degli atti, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei documenti, le consultazioni con il cliente e la relazione o parere, scritti ovvero orali, al cliente precedenti gli atti di fase introduttiva o che esauriscono l'attivita'.

4. Nella fase introduttiva sono compresi, a titolo di esempio: gli atti introduttivi quali esposti, denunce, querele, istanze, richieste, dichiarazioni, opposizioni, ricorsi, impugnazioni, memorie.

5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo di esempio: le richieste, gli scritti, le partecipazioni o le assistenze, anche in udienza in camera di consiglio o pubblica, relative ad atti o attivita' istruttorie, procedimentali o processuali anche preliminari, funzionali alla ricerca dei mezzi di prova, alle investigazioni o alla formazione della prova, comprese le liste, le citazioni, e le relative notificazioni ed esame di relata, dei testimoni, consulenti e indagati o imputati di reato connesso o collegato. La fase si considera in particolare complessa quando le attivita' ovvero le richieste istruttorie sono plurime e in plurime udienze, ovvero comportano la redazione scritti plurimi e coinvolgenti plurime questioni anche incidentali.

6. Nella fase decisoria sono compresi, a titolo di esempio: le difese orali o scritte anche in replica, l'assistenza alla discussione delle altre parti, in camera di consiglio o udienza pubblica.

7. Nella fase esecutiva sono comprese tutte le attivita' connesse all'esecuzione della pena o delle misure cautelari.

8. Fermo quanto specificatamente disposto dalla tabella B - Avvocati, nei procedimenti cautelari ovvero speciali anche quando in camera di consiglio, il compenso viene liquidato per analogia ai parametri previsti per gli altri procedimenti, ferme le regole e i criteri generali di cui agli articoli 1 e 12.

9. Il compenso, ai sensi dell'articolo 1 comma 3, comprende ogni attivita' accessoria, quali, a titolo di esempio, gli accessi agli uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche telefonica o telematica o collegiale con il cliente, le attivita' connesse a oneri amministrativi o fiscali, le sessioni per rapporti con colleghi, ausiliari, consulenti, investigatori, magistrati.

 

Decreto Sviluppo

21.07.2011

Con il Decreto Legge n. 70/2011 -convertito con L. n. 106 del 12 luglio 2011- il Governo ha inteso promuovere la crescita e la competitività del nostro Paese anche attraverso la semplificazione di alcuni procedimenti amministrativi e, precipuamente attinenti alla disciplina dei contratti pubblici, dell'attività edilizia e fiscale.

Per l'integrale testo del Decreto Legge cliccare qui: www.altalex.com/index.php

 

Avvalimento per dimostrare la disponibilità dei requisiti soggettivi

02.05.2011

Il Consiglio di Stato -su di un caso affrontato dal nostro Studio Legale- ha preso posizione sull'annosa questione attinente alla possibilità di utilizzare l'istituto dell'avvalimento anche per dimostrare la disponibilità dei requisiti soggettivi di "qualità".

Il Giudice d'Appello -a riforma della pronuncia resa dal TAR Marche- ha ammesso l'astratta applicabilità dell'istituto dell'avvalimento nella dimostrazione dei requisiti di natura "soggettiva", come  è quello riguardante il possesso della certificazione di qualità, precisando però che l'effettiva disponibilità del requisito richiesto deve essere necessariamente dimostrata "in concreto".

In altri termini il soggetto concorrente, per potersi avvalere del requisito "concesso", deve dimostrare che l'impresa ausiliaria non solo si impegni a "prestare" -in via astratta- il requisito soggettivo richiesto, ma si obblighi -in concreto- anche a fornire le strutture, i mezzi, il personale, le proprie risorse, nonché  le tecniche operative necessarie per l'esecuzione dell'appalto.

Per il testo integrale della sentenza clicca qui

 

Avvalimento delle certificazioni ISO 9001

26.01.2011

Una recente sentenza del TAR Marche (che ha visto coinvolto il nostro Studio) ha espressamente riconosciuto la possibilità di ricorrere all'istituto dell'avvalimento anche per la dimostrazione del possesso delle certificazioni di qualità.

Per leggere il testo integrale della sentenza cliccare qui.

 

Determinazione AVCP del 22 dicembre 2010, n. 10

25.01.2011

L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con determinazione n. 10 del 22 dicembre 2010, ha fornito (dopo la Determinazione n. 8 del 18 novembre 2010)  ulteriori indicazioni operative circa la concreta modalità di attuazione degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui all'art. 3 della L. 136 del 2010, così come modificato dal d.l. 187 del 12 novembre 2010.
Gli obblighi di tracciabilità finanziaria trovano compiuta ed immediata attuazione SOLO per i contratti sottoscritti DOPO il 7 settembre 2010 -anche se relativi a bandi pubblicati prima di tale data.
Mentre per i contratti sottoscritti in epoca PRECEDENTE al 7 settembre 2010, l’art. 6, comma 2 del d.l. 187/2010 stabilisce che questi debbano essere adeguati alle norme sulla tracciabilità entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del d.l. 187/2010. Tali contratti si intendono “automaticamente integrati” con le clausole di tracciabilità e, ciò, in quanto -laddove alla scadenza dei 180 giorni le parti non abbiano adeguato detti contratti- questi ultimi saranno automaticamente integrati senza necessità di sottoscrivere ulteriori atti supplementari e/o integrativi.

Tali obblighi di tracciabilità si applicano ai:
a) Contratti d’appalto pubblico tra operatore economico e committente pubblico, senza alcuna deroga per gli appalti di modico valore;
b) Contratti stipulati dalle imprese pubbliche nell’ambito dei settori speciali;
c) Contratti di appalto affidati direttamente da un Ente aggiudicatore o da un concessionario di lavori pubblici ad imprese collegate;
d) Contratti esclusi di cui al titolo II, parte I del Codice dei Contratti;
e) Appalti di servizi non prioritari;
f) Procedure di cottimo fiduciario;
g) Movimenti finanziari relativi ai crediti ceduti.

- Per converso, tali obblighi NON si applicano con riferimento ai:
a) Contratti  di diritto privato stipulati dalle Imprese pubbliche al di fuori dei settori “speciali”;
b) Contratti di lavoro tra le stazioni appaltanti e i propri dipendenti;
c) Contratti aventi ad oggetto la vendita e/o la locazione di terreni, fabbricati esistenti o di altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni, nonché relativi a servizi di arbitrato e conciliazione;
d) Appalti pubblici di servizi aggiudicati da una Amministrazione aggiudicatrice ad un’altra Amministrazione aggiudicatrice;
e) Prestazioni di lavori, servizi e forniture “in economia”;
f) Affidamenti in house;
g) Risarcimenti corrisposti ai soggetti danneggiati dalle stazioni appaltanti assicurate;
h) Indennità, indennizzi e risarcimenti corrisposti a seguito di procedure espropriative poste in essere da stazioni appaltanti o da Enti aggiudicatori;
i) Incarichi di collaborazione di cui all’art. 7 del d.lgs 165/2001.
 

 

D.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207

24.01.2011

 E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 il Regolamento (già in vigore dall'8 giugno 2011) che contiene la disciplina esecutiva ed attuativa del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Per il testo integrale del Regolamento cliccare qui

 

Processo Amministrativo: Nuove norme in vigore dal 16 settembre 2010.

29.07.2010

Il Codice in questione è composto di 137 articoli (oltre 23 articoli tra norme di attuazione, transitorie e di abrogazione), suddivisi in cinque libri, a loro volta divisi in capi ed ha in calce tre allegati, articolati nel seguente modo:
 
Libro Primo “Disposizioni Generali”
Libro Secondo “Processo Amministrativo di Primo Grado”;
Libro Terzo “Impugnazioni”;
Libro Quarto “Ottemperanza e Riti Speciali”;
Libro Quinto “Norme Finali”
Allegato 2 “Norme d’attuazione”;
Allegato 3 “Norme transitorie”;
Allegato 4 “Norme di coordinamento e abrogazioni”.
Il nuovo Codice per le controversie amministrative mira innanzitutto a riorganizzare il processo amministrativo così da rendere il rito più veloce ed efficace. La finalità primaria a cui ambisce il nuovo Codice è, infatti, quella di rendere “snello” il processo amministrativo.
 
Tra le novità più significative:
 
- Il nuovo Codice ammette l’azione risarcitoria entro il termine di decadenza di 120 giorni, mentre la esclude nel caso in cui si sarebbero potuti evitare danni usando la ordinaria diligenza, anche mediante l’impugnazione (nel termine di decadenza) degli atti lesivi illegittimi.
 
- Le azioni che il codice ha previsto sono quattro, con possibilità di cumulo:
 
azione di annullamento;
l’azione di condanna;
l’azione risarcitoria;
l’azione avverso il silenzio.
- Sono confermati alcuni riti speciali, quali quello sul diritto di accesso, di silenzio inadempimento, in materia di appalti pubblici ed in materia elettorale.
 
- Mentre altri riti speciali sono abrogati, come il ricorso preventivo al Consiglio di Stato, quello di diniego di iscrizione o di cancellazione dai registri generali delle organizzazioni di volontariato e dai registri delle associazioni di promozione sociale e, infine, il rito relativo ai provvedimenti di trasferimento o destinazione d’ufficio dei magistrati ordinari a sedi disagiate.
 
- Nell’ambito della fase istruttoria, entrano a far parte del processo amministrativo la testimonianza scritta, la consulenza tecnica e i verificatori.
 

 

D.lgs 53/2010: il decreto che recepisce la direttiva ricorsi

26.04.2010

Il prossimo 27 aprile 2010 entrerà in vigore il d.lgs 53/2010, provvedimento con cui l'Italia dà attuazione alla Direttiva ricorsi 2007/66/CE (riguardante "il miglioramento delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici").

Il provvedimento in parola, intervenendo sul Codice dei Contratti pubblici, mira innanzitutto a garantire una tutela processuale effettiva e celere prima della stipulazione del contratto.

Il d.lgs 53/2010, infatti:

- introduce una clausola dilatoria per la stipulazione del contratto: secondo la quale, il contratto non può essere stipulato prima di 35 giorni decorrenti dall'invio dell'ultima delle comunicazioni del provvedimento di aggiudicazione definitiva. Il legislatore ha così inteso evitare che la stazione appaltante provvedesse alla stipulazione del contratto non avendo ancora ricevuto la notificazione di un ricorso che, anche se partito entro il 30° giorno, fosse sopraggiunto in data successiva;

- in secondo luogo, il legislatore all'art. 1, comma 10 ter stabilisce che nel caso in cui sia proposto ricorso avverso l'aggiudicazione definitiva, con contestuale istanza cautelare, il contratto non può essere stipulato per i successivi 20 giorni. E ciò a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all'udienza cautelare, ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva. Specificando, poi, che l'effetto sospensivo sulla stipula del contratto cessa nel momento in cui il giudice, in sede di esame della domanda cautelare, fissa la data di discussione del merito, o rinvia al giudizio di merito l'esame dell'istanza cautelare, o si dichiara incompetente.

 

Decreto Legge salva-liste

08.03.2010

 

Approvato il decreto-legge n. 29, del 5 marzo 2010 (pubblicato in G.U. n. 54 del 6 marzo 2010) di interpretazione autentica delle disposizioni sul procedimento elettorale e sulla relativa disciplina di attuazione.
 
L’art. 9, comma 1, della L. 108/1968 -che individua i termini massimi entro i quali poter presentare le liste dei candidati alla Cancelleria del Tribunale competente- va ora interpretato nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi termini, i delegati incaricati alla presentazione delle liste abbiano quantomeno fatto ingresso nei locali del Tribunale. La presenza nei locali del Tribunale dei delegati può essere provata con ogni mezzo.
 
Il successivo comma 3 del summenzionato art. 9, inoltre, va ora letto nel senso che la regolarità dell’autenticazione delle firme non viene meno per mere irregolarità formali quali la mancanza o la non leggibilità del timbro dell’Autorità autenticante, dell’indicazione del luogo di autenticazione, nonché dell’indicazione della qualificazione dell’autorità autenticante, purché autorizzata.
 
Il medesimo decreto, specifica poi che le decisioni di ammissione di liste di candidati o di singoli candidati da parte dell'Ufficio centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili dallo stesso Ufficio. Contro le decisioni di ammissione può essere proposto solamente ricorso al Giudice Amministrativo da parte di chi vi abbia interese; mentre, contro le decisioni di eliminazione è ammesso ricorso all'Ufficio centrale regionale. Avverso la decisione dell'Ufficio centrale regionale è ammesso ricorso diretto al Giudice Amministrativo.
 

 

 

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23.02.2010

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